Il dialetto Walser sulla RAI

Interessante servizio andato in onda qualche giorno fa su RAI DUE dalla durata di oltre due minuti sulle piccole Italia che stanno scomparendo, antiche usanze ormai tramontate. Infatti, nel cuore della valle d’Aosta più profonda e montanara, quasi nessuno sa che vi sono ancora una decina di anziane persone che parlano un dialetto tanto bizzarro quanto curioso, ossia di antica origine germanica. Un po’ come se gli ebrei di oggi parlassero l’aramaico parlato ai tempi di Gesù o i greci del 2016 il greco di Omero.
Quindi, oltre al predominante Patois (una variante del francese dalle parti di Aosta), ecco il Walser con i villaggi Walser della conca di Ayas sono ben 35 e sono un ricettacolo di delizie per chi cerca scorci pittoreschi e panorami spettacolari. Quello più a Nord, il primo a essere sviluppato nella colonizzazione, “capitale” Walser della zona, è Saint-Jacques: in estate è punto di partenza delle mulattiere che attraversano i nuclei di Résy, Plan de Verraz e Fiéry; d’inverno è puro spettacolo, ultima frontiera di civiltà oltre la quale è il regno della montagna selvaggia; ma scendendo a valle, superata Champoluc e i cinquecenteschi rascard di Champlan, incontrate Frantse, con quelli che sono forse i più bei rascard della valle, risalenti tutti ad anni attorno al 1700.
I pochi giovani rimasti in zona ormai hanno totalmente abbandonato questo idioma parlato solo un po' dai nonni.

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